la-vista-17Nei paesi occidentali una patologia che sta acquistando sempre maggior rilevanza in termini di impatto socio-economico e che riguarda l'ambito oculistico è la degenerazione maculare legata all'età (DMLE), che come si può notare dal nome stesso è strettamente collegato all'età del paziente, oltre ad altri fattori di rischio che risultano però secondari.


In Italia, al pari degli altri paesi occidentali, l'aumento dell'età della popolazione e delle persone anziane sta portando a far diventare la DMLE una delle patologie a più alta prevalenza e su cui si concentrano forti interessi in ambito medico e diagnostico.


La maculopatia o degenerazione maculare è una malattia che coinvolge la parte centrale della retina, detta macula; regione relativamente piccola a livello retinico ma di grande importanza per quanto riguarda la visione per l'alta densità dei coni che insieme ai bastoncelli compongono i fotorecettori retinici.


La maculopatia è caratterizzata dalla progressiva perdita della visione centrale, spesso bilaterale, che limita fortemente la funzione visiva.
Tuttavia la maculopatia degenerativa non porta mai a cecità completa in quanto la visione laterale è solitamente conservata fino agli stadi terminali della maculopatia retinica.
La maculopatia senile o degenerazione maculare legata all’età è la forma più frequente di maculopatia, che colpisce 25-30 milioni di persone nel mondo occidentale e può essere distinta da altre forme di maculopatia (miopica, da occlusione venosa, diabetica, trazionale o da pucker, etc..).


La degenerazione maculare legata all'età a sua volta può essere distinta in due grandi categorie: la forma atrofica e quella essudativa.
Nella prima forma purtroppo non si hanno a disposizione ancora farmaci che ne limitano la progressione e le uniche terapie attualmente a disposizione sono integratori a base di luteina, zeaxantina, rame, zinco e omega-3.
Questa forma tuttavia nella maggioranza dei casi ha una progressione molto lenta, addirittura di anni, anche se nei casi più gravi, quali l'atrofia a carta geografica, porta a cecità centrale assoluta.
La seconda forma di DMLE, quella essudativa, invece ha una progressione molto rapida ed è causata dalla formazione di neovasi a livello retinico o coroideale che provocano edema ed emorragie a livello retinico con una perdita visiva centrale. In questa forma da alcuni anni si ha la possibilità di intervenire con farmaci iniettati direttamente nel vitreo detti anti-VEGF che agiscono sulla neovascolarizzazione.


Per quanto detto fino ad adesso, la diagnosi precoce della forma essudativa diventa molto importante e l'utilizzo di strumenti diagnostici oftalmologici quali l'OCT (tomografia a coerenza ottica) e la FAG risulta fondamentale.

 

Articolo a cura del Dr. Nicola Milanti, Specialista in Oculistica.

 

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