DONNA E TIROIDE: UN BINOMIO DA SEMPRE
Mentre per le malattie che coinvolgono alcuni organi o apparati solo recentemente si è arrivati a notare le diversità tra generi, questo non può certo dirsi per quel che riguarda la tiroide e le patologie tiroidee.Dall’antichità è palese la stretta correlazione che esiste fra la donna, gli eventi del periodo riproduttivo, e la tiroide. Solo recentemente è stato possibile dare una interpretazione scientifica del fenomeno, stabilendo l’influenza degli estrogeni e dell’autoimmunità nel determinare questi eventi anche se ci sono molti altri motivi per cui la tiroide assume una connotazione tutta femminile.
Le patologie della tiroide si presentano con un evidente e ben noto dimorfismo sessuale per cui le donne possono presentare disturbi alla tiroide 5-8 volte più frequentemente degli uomini. L’ambiente ormonale estrogenico e la ciclicità delle variazioni ormonali sono coinvolte nel determinarne la maggiore prevalenza correlata con la predisposizione delle donne a sviluppare patologie autoimmuni.
1 donna su 6 può sviluppare una patologia tiroidea nell’arco della sua vita e tale probabilità aumenta con l’età.
Fino a 50 anni il 10% delle donne può presentare ipotiroidismo in forma subclinica; a 60 anni la percentuale aumenta al 17%. Per l’ipertiroidismo sono invece le donne più giovani, intorno ai 20-40 anni, a presentare più frequentemente tale patologia con una prevalenza del 3,9%. Particolarmente critico è il periodo immediatamente vicino alle gravidanze: il 5-8% delle tireopatie si sviluppa entro 6-12 mesi dal parto, precipitate dalla esacerbazione immunitaria che segue una gravidanza normale o un aborto.
Sono a rischio di ipotiroidismo le donne con più di 40 anni, oppure quelle che hanno avuto di recente una gravidanza (<6 mesi), con un precedente di patologia tiroidea o familiarità per la patologia tiroidea. Sono a rischio di ipertiroidismo le donne tra 20-40 anni, che hanno avuto di recente una gravidanza (<6 mesi), con un precedente di patologia tiroidea o familiarità per patologia tiroidea. La tiroide è sensibile alle variazioni estrogeniche, ma non si può considerare il ciclo fisiologico femminile un appropriato fattore di rischio.
- alcuni preparati cosmetici e dietetici determinano importanti ripercussioni sulla tiroide
- stress psico fisico - fattori genetici
- fattori ambientali
- esposizione a radiazioni ionizzanti o a radiazioni esterne
- farmaci che agiscono sul sistema immunitario
- infezioni virali - sostanze inquinanti
- scarsa efficienza dei sistemi di difesa dal danno ossidativo.
- gli uomini presentano disturbi della tiroide nell’8,4 per mille e le donne nel 45,9 per mille
- una donna su otto sviluppa un disturbo tiroideo nel corso della vita
- dopo la menopausa, oltre il 15% di donne soffre di ipotiroidismo
- la tiroidite di Hashimoto colpisce 8-10 volte più le donne degli uomini
- dal 5 all’8% delle donne sviluppano un disturbo tiroideo dopo una gravidanza
- la frequenza di lesioni nodulari tiroidee rilevabili solo eco graficamente è superiore al 50% nelle donne di età superiore ai 60 anni
- i noduli scintigraficamente caldi sono 3-4 volte più frequenti nelle femmine
- il tumore della tiroide è 2-4 volte più frequente nel sesso femminile
- la corretta funzione tiroidea è importante nella donna in età fertile e soprattutto in corso di gravidanza perché un difetto, anche lieve, può creare problemi alla salute della gestante ed avere conseguenze negative sullo sviluppo neurologico ed intellettivo del neonato e del bambino
- in gravidanza il fabbisogno di iodio e di ormone tiroideo aumentano sensibilmente
- la gravidanza di per sé rappresenta una condizione di aumentato carico funzionale tiroideo
- l’aumentato fabbisogno di tiroxina rende necessario un incremento della dose sostitutiva di L-tiroxina nelle gravide ipotiroidee
- lo 0,5% di tutte le gravidanze è complicato da una tireopatia clinicamente rilevante e dal 5% al 10% delle gravide può presentare una disfunzione tiroidea dopo il parto
- la prevalenza delle malattie tiroidee in gravidanza varia a secondo dell’apporto iodico della popolazione in esame
- alla base di questa maggiore incidenza stanno sicuramente i cambiamenti fisiologici della funzione immunitaria in corso di gravidanza e nel periodo dopo il parto
- lo stato gravidico e le malattie autoimmuni della tiroide si influenzano fra loro a vari livelli: la relativa immunosoppressione tipica della gravidanza e la riaccensione immunitaria del periodo che segue il parto modificano il decorso delle tireopatie autoimmuni.
Consigli alle donne e ai loro medici:
- adottare una corretta iodoprofilassi
- fare attenzione alle preparazioni cosmetiche e farmaceutiche introdotte a scopo dimagrante (talvolta usate impropriamente)
- verificare il corretto utilizzo dei trattamenti tiroxinici
- monitorare la funzione tiroidea in caso di utilizzo di farmaci che interferiscano con la produzione ormonale
- controllare periodicamente la funzione tiroidea in caso di presenza di patologie autoimmuni
- l’ipofunzione tiroidea della gestante, anche lieve, deve essere diagnosticata e corretta con la terapia sostitutiva nel minor tempo possibile
- tenere sempre presente che la prevenzione è fondamentale.
